COMUNICATO STAMPA

 

Il Tempo delle Donne
presenta la mostra

“PREMIO 2022 SGUARDO DI DONNA”
dal 22° al 26° Novembre 2022
Casa Internazionale delle Donne, via della Lungara 19, Roma - Italia

In occasione della Giornata contro la Violenza sulle Donne, l’Associazione “Il Tempo delle Donne” presenta la mostra “PREMIO 2022 SGUARDO DI DONNA”.

Mostra d'arte collettiva internazionale. In questa esposizione si mettono in mostra le 20 opere che saranno selezionate dalla giuria per il Premio 2022 Sguardo di Donna per la non violenza.

La mostra vuole rendere onore alle eroine dominicane le Sorelle Mirabal, che sono state torturate e uccise nel 1960, e altrettante donne di tutto il mondo che oggi soffrono e combattono per i loro diritti, come le nostre sorelle Afgane.

 

Se è vero che le esperienze traumatiche, eventi particolari, la morte, il trasferirsi lontano da casa, arrivare in un luogo con un clima, una lingua e una cultura diversa della nostra, favoriscono la crescita personale, fanno vedere la vita diversamente, allo stesso modo noi non possiamo restare sole in questa fase di cambiamento. Noi ci stiamo lavorando e insieme alle istituzioni, rappresentative dei nostri paesi qui in Italia, possiamo avere un nuovo inizio, anche se non sappiamo ancora come gestire il fatto di trovarci qui.

Storicamente le donne si auto responsabilizzano, della famiglia, dei loro amici, del lavoro, che è una buona cosa ma devono anche pensare a se stesse, noi dobbiamo essere connesse, il nostro bene e il bene dei altri. La nostra salute fisica e psicologia è collegata alla salute della Italia e della nostra terra di origine.

Abbiamo deciso di venire in Italia per una regione o per un'altra, abbiamo voluto unirsi in “Il Tempo delle Donne”, ricordo come ora il giorno che sono arrivata in Italia, potrebbe essere diverso per ognuna di noi ma per tutte rappresenta un nuovo inizi che potrebbe essere glorioso, se accompagnate in questo nuovo cammino, chi meglio di voi?

Anche se abbiamo in comune l’essere immigranti ognuna di noi ha il suo insolito modo di viverlo, non possiamo sapere come i nostri cervelli gestiranno quello che vivremo qui, ma sappiamo che l’arte può trasformare tutto in bene. L’arte ci dà stabilità, leggerezza, ci aiuta ad ascolta i messaggi della nostra anima.

Non negateci la possibilità di ricevere questo dono, l’arte è per noi, vogliamo tutti un futuro reale, è vitale prenderci cura di noi per averlo, per quanto all’inizio sia difficoltoso, dobbiamo affrontare il blocco dentro di noi per superare le difficoltà. Costruiamo un nuovo destino insieme per tutta la società.

Nelle diverse culture l’arte viene vissuta a loro modo, intrecciando storie di epoche lontane, questa è la nostra forza, la nostra ricchezza, non dobbiamo avere timore del cambiamento, di perdere la nostra identità, al contrario questa si fortifica, si arricchisce con le nuove esperienze vissute qui.  Tutte le nostre iscritte hanno una grande conoscenza della loro cultura e una grande capacità di condividerla con il popolo italiano.

Le donne immigrate hanno trovato grande solidarietà nelle italiane che con loro condividono la condizione di essere “donne”, la discriminazione di genere, le difficoltà ma anche le speranze, l’entusiasmo per la vita e l’arte.

Prepariamoci a un nuovo inizio, aiutiamoci gli uni con gli altri, non aspettiamo ma proponiamoci, accettiamo la nostra diversità. Insieme possiamo far risaltare l’immagine, i valori, le capacità, i talenti, migliorare il nostro divenire e garantire il futuro dei nostri figli, in modo che siano italiani ma allo stesso tempo portino avanti con orgoglio la storia della loro famiglia di origine e possano tramandare le ricchezze culturali e storiche dei loro paesi.

Questo sarà possibile con la vostra partecipazione

In ogni cultura ci sono dei rituali per evidenziare certi eventi speciali e celebrativi, un’occasione per fare un bilancio insieme a suoi componenti, degli obiettivi raggiunti, il Premio “Sguardi di Donna per la non violenza I   è stato il primo ma vorremmo farne tanti altri.

Per questo vi invitiamo ad essere parte del secondo Premio “Sguardo di Donna per la non violenza 3”, Premio 2022 che sarà indirizzato non soltanto alle donne adulte ma principalmente alle giovani.

Il Premio è aperto dal primo gennaio 2022 per augurare che sia un anno privo di violenza, dove rinforzeremo il nostro diritto alla bellezza e alla diversità. Per rinforzare il senso di comunità, di generosità, per promuovere le azioni di benessere comune, il diritto al lavoro, alla malattia, all’infanzia, il diritto di invecchiare, il diritto di essere fragile, il diritto alla felicità, il diritto ad essere umani.

Saranno coinvolte scuole primarie (classe quinta) secondarie e superiori. 

Iscriviti!! aperto a tutte le donne senza limiti di età e provenienza.

Sezioni: 1-pittura. 2-Fotografia. 3-foto smartphone

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Magari un giorno ci riabbracceremo un modo diverso, un abbraccio di sorellanza

​Rita Valenzuela, presidente, curatrice
“SGUARDO DI DONNA”
dal 22° al 26° Novembre 2022
Casa Internazionale delle Donne, Via della Lungara 19, Trastevere, Roma, Italia
Ingresso Libero dalle ore 11,00 alle 19,00
Per prenotare in orari diversi: cell. +39 347 682 6636
ritavalenzuela@hotmail.it

Iltempodelledonnegruppo@gmail.com

 

Rita Valenzuela, Il Tempo delle Donne

Comandante Alfa Sostiene

premio Sguardo di Donna 

L’Associazione Il Tempo delle Donne, vi ringrazia Comandante Alfa per il vostro sostegno al premio Sguardo di Donna

Una soleggiata mattina di primavera del 1977 quando il carabiniere paracadutista che tutti chiamano il Cigno, 26 anni, viene convocato nell’ufficio del suo colonnello QUALCOSA DI MOLTO IMPORTANTE STA PER SUCCEDERE, QUALCOSA CHE CAMBIERÀ PER SEMPRE LA SUA VITA. Il colonnello comunica a lui e ad altri quattro compagni che entreranno a far parte di un nuovo reparto di élite. In quel momento nasce il Gruppo di Intervento Speciale dell’Arma dei Carabinieri.

Il reparto, più conosciuto con l’acronimo GIS, circondato allora come oggi dalla più assoluta segretezza, diventa la punta di lancia dell’Arma dei Carabinieri per missioni ad alto rischio, contro il terrorismo, liberazioni ostaggi, cattura dei più pericolosi criminali, in azioni in Italia e all’estero. Ribattezzato dai suoi uomini “Comandante Alfa” diventa un militare obbligato ad indossare il mefisto nero, che crede decisamente nella lotta per la libertà e la democrazia al servizio delle istituzioni. Una vita straordinaria la sua, vissuta nell’ombra e sconosciuta ai più, e per questo incredibile. Un curriculum di tutto rispetto, che va dalle operazioni sia sul teatro medio-orientale che sul territorio nazionale con le missioni più delicate e rischiose della storia d’Italia degli ultimi decenni. Grazie alla inestimabile esperienza diviene istruttore all’interno del G.I.S. ed è oggi una garanzia in termini di formazione alla sicurezza destinata a selezionati professionisti di alto profilo.Il “Comandante Alfa” ha alle sue spalle ha un curriculum militare impressionante, che lo ha portato ad essere il carabiniere più decorato d’Italia:• Medaglia Mauriziana al Merito di dieci lustri di carriera militare;• Medaglia Afghana Loya Jirga consegnata dal presidente Hamid Karzai per l’Operazione Corona;• Croce Commemorativa per l’Attività di soccorso internazionale in Iraq;• Croce Commemorativa per il Mantenimento della pace in Afghanistan.

Ha ricevuto elogi militari per le sue varie missioni, tra cui:• Kabul (Afghanistan)• Missione IFOR e Missione SFOR Mostar (Bosnia Erzegovina)• Missione Antica Babilonia Nassiriya (Iraq)• Missione NTM – I Baghdad (Iraq).Numerosi i suoi riconoscimenti istituzionali:• Cavaliere dell’Ordine Militare d’Italia (la più alta onorificenza militare italiana)• Croce d’Oro al merito dell’Arma dei Carabinieri• Commendatore dell’ Ordine al Merito della Repubblica italiana• Ufficiale dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana• Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica italiana.

La sua identità è segreta, ma lui stesso ha deciso di raccontare la sua “vita nell’ombra” in tre libri autobiografici: “Cuore di rondine”, “Io vivo nell’ombra” e “Missioni segrete”, dove narra della sua missione dura, rischiosa ma appagante, che vede l’uomo con la sua vita privata, le sue paure e la sua caparbietà per superarle, ripercorrendo diversi episodi vissuti nella sua lunga carriera nel Reparto d’Elite di cui è stato Co-Fondatore.